il papa in Abruzzo – ma chi vuole prendere in giro?

6 aprile 2009, lunedì. Durante la notte una violentissima scossa di terremoto in Abruzzo ha portato morte e devastazione, nella giornata di lunedì radio e giornali non parlano d’altro, continui servizi, aggiornamenti, conto delle vittime.
Io, da brava disoccupata, ho ben pensato di passare il giorno seguendo gli sviluppi della tragedia.
Subito, da tutta Italia, sono partiti convogli della Protezione Civile, Vigili del fuoco, camion di generi alimentari, volontari che si sono messi all’opera.
Il presidente del Consiglio era sul posto… ok, non avrà fatto nulla però c’era! Nei giorni successivi tantissimi personaggi della politica si sono recati sui luoghi del disastro per portare parole e promesse di sostegno, perfino il caro Umberto Bossi, visibilmente segnato dall’ictus che lo ha colpito nel 2004. Però c’era!
Intanto al TG dicono che "papa Benedetto XVI invia una preghiera per i terremotati, nei prossimi giorni si recherà in Abruzzo eccetera eccetera".
Ma come?
Invia una preghiera?
Lì c’è bisogno di generi di prima necessità, di assistenza, di tante cose concrete. Se proprio voleva far del bene ai fedeli, far sentire la solidarietà, poteva anche farci una scappatina… dal Vaticano a L’Aquila non è poi tanta strada. Avrebbe potuto fare un giro in elicottero, atterrare tra la folla e dare parole di conforto ai sopravvissuti.
Invece no…
Tante parole a distanza…
Fino ad oggi, 28 aprile.
22 giorni dopo…
Ma cosa avrà avuto di tanto importante da fare in questi 22 giorni per non poter neanche fare una visita?
Lo hanno fatto tutti i nostri politici, famosi fancazzisti conclamati, che per diversi giorni hanno anche messo da parte rancori ed ostilità per approvare decreti a favore delle vittime del terremoto. Si sono alternati nei paesi colpiti dal sisma (ok, ci sta pure un buon rientro d’immagine), hanno dato parole di speranza per la ricostruzione, aiuti concreti, sostegno.

A prescindere dalla fede, non si può proprio dire che "morto un papa se ne fa un altro"… non in questo caso.
Sono passati 4 anni dalla morte di Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, ed ogni giorno che passa non posso fare a meno di pensare che se n’è andato ben più di un grande papa, il 2 aprile 2005 è mancato un grande uomo che ha contribuito a cambiare la storia e l’approccio delle masse verso il cattolicesimo.
Ora stiamo tornando indietro a grandi passi…

~ di gattacciopazzo su 28 aprile 2009.

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